Sanità: il rapporto evidenzia la crisi delle RSA | Le residenze per anziani sono troppo poche

RSA problematiche (instagram noah.residenze) - adginforma.it
In Italia, le Residenze Sanitarie Assistenziali sono poche e gli anziani non hanno strutture sicure dove possono essere curati.
La crisi sanitaria è un problema che il nostro Paese sta cercando di affrontare da qualche anno ma l’ultimo rapporto ha evidenziato che la soluzione non è stata ancora trovata.
L’Italia è popolata, per la maggior parte, da persone anziane che necessitano di precise cure ed attenzioni.
Tuttavia, le strutture ad essi dedicate non sono ottimali e numerosi problemi sono stati riscontrati e riportati nella recente analisi condotta.
Nel 2023, il numero degli anziani non autosufficienti e bisognosi di più cure è cresciuto superando la soglia dei 4 milioni (l’1,7% in più rispetto al 2021).
RSA, il sondaggio ne evidenzia i problemi
Di recente, il settimo Rapporto dell’Osservatorio Long Term Care CERGAS SDA Bocconi-Essity ha dimostrato l’inadeguatezza delle strutture sanitarie per anziani. L’indagine è stata condotta su 106 residenze per anziani, ognuna delle quali gestisce circa 113 posti letto.
Come riportato da Ansa, le RSA riescono a coprire solo il 7,6% delle richieste fatte degli over 65 non più autosufficienti. L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è il servizio più utilizzato ma raggiunge solo il 30,6% dei richiedenti. Nel rapporto dell’Osservatorio si può leggere come i servizi siano “carenti ed inadeguati” rispetto alla domanda dei richiedenti.

Sanità in crisi
Studiando il settimo Rapporto dell’Osservazione si legge che le comunicazioni tra le varie RSA e le persone e aziende coinvolte sono scarse e superficiali. Per valutare la richiesta dell’anziano ad accedere in una struttura sanitaria vengono coinvolti anche il medico di medicina generale, le aziende sanitarie e i servizi sociali comunali.
Il rapporto evidenzia come la comunicazione tra tutti questi elementi coinvolti sia eccessivamente formale ed amministrativa, senza prendere molto in considerazione i bisogni soggettivi di ogni anziano richiedente. Questo metodo rischia di non offrire i giusti servizi e l’autonomia delle residenze per erogare le cure crea inefficienze e servizi duplicati. Come evidenzia il settimo rapporto, è necessario stringere un rapporto più solido tra le RSA, i servizi sanitari ospedalieri e territoriali proprio per aumentare l’efficienza dei servizi destinati agli anziani.