Bollette, sentenza epocale della Cassazione | Se è troppo alta la contesti e non la paghi: fregati i gestori

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Trovato finalmente il metodo, efficace al cento per cento, per non restare mai più al verde a causa delle bollette.
Se i consumi di casa sono un autentico salasso, allora ti conviene fare così. Risolvi il problema una volta e per tutte.
Scopri la strategia per non utilizzare tutto il stipendio per pagare le bollette e metti al sicuro il tuo risparmi.
Gas metano ed energia elettrica ormai hanno tariffe alle stelle, ma per fortuna, contro le spese stratosferiche, puoi usare una sentenza della Corte di Cassazione.
Ecco come fare per far fonte ai costi delle utenze domestiche senza depauperare tutto il conto corrente.
Bollette, come difendersi dalle spese domestiche in modo legale
Oggigiorno pagare le bollette è un salasso e una spesa che per tante famiglie italiane può voler dire restare al verde. Specialmente nei mesi più rigidi, quando le colonnine delle temperature scendono in picchiata e ,al contrario, nel periodo dell’anno più torrido e afoso, i consumi di casa sono davvero alti. Questo comporta bollette stratosferiche.
Purtroppo non si può sempre tenere spenti i caloriferi o i ventilatori e un ambiente domestico confortevole, oltre a essere un piacere, a volte è una necessità per la salute. Per fortuna esiste un metodo che piace molto al portafogli e che permette di aggirare il problema delle bollette da urlo, in modo legale. Scopri di che cosa si tratta.

La sentenza della Corte di Cassazione
Una sentenza della Corte di Cassazione, arrivata pochi mesi fa, ha messo nero su bianco che cosa può accadere nel caso in cui una bolletta eccessivamente alta venga contestata da parte di un utente. Si tratta della sentenza numero 25542 del 2024, emessa in seguito al caso di un imprenditore che ha ricevuto una bolletta riportante dei consumi 10 volte superiori a quelle ordinari. Tale imprenditore, come si legge sul sito web dello studio legale Brocardi, www.brocardi.it, si è rivolto al tribunale per la contestazione contro l’azienda con la quale aveva sottoscritto il contratto di fornitura dell’energia elettrica.
Secondo la Corte di Cassazione il contatore ha un valore di presunzione di veridicità. Dunque se l’utente contesta questo dato, è l’azienda a dover dimostrare che il contatore ha rilevato in modo corretto i consumi. Per poter però veder annullato l’obbligo di pagamento, il cliente deve provare che i consumi eccessivi rilevati non sono imputabili a lui ma a terzi, perché questo, secondo la Legge, significa che non c’è stata negligenza da parte dell’utente. Dunque prima di mettere mano al portafogli è bene conoscere tale sentenza, se si ritiene che i consumi siano stati realmente sovrastimati.