IMU ADDIO, la Cassazione ha dato ragione agli italiani | Nessuno dovrà più pagarla: i Comuni adesso se la fanno sotto

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Finalmente, dopo aver pagato tante tasse, è arrivata la bella notizia sull’IMU: milioni di italiani stanno già festeggiando.
Ecco qual è la bella novità che fa piacere a tutti coloro che sono tenuti al versamento dell’imposta Municipale Propria.
Preparati a dire addio al pagamento più cospicuo di tutto l’anno. Le casse dei Comuni d’ora in avanti saranno vuote ma i portafogli dei contribuenti, al contrario, risulteranno gonfi come non mai.
Ringrazia la Corte di Cassazione se ora potrai usare i tuoi soldi per altro.
Altro che tasse: da adesso in più l’IMU non sarà più un’imposta obbligatoria.
IMU, la novità che fa piacere a tutti i contribuenti italiani
Gli italiani che posseggono un immobile di proprietà sono tenuti a versare parecchie tasse, tante delle quali sono davvero molto salate. Tra queste ci sono la Tari, la Tasi e l’IMU, ovvero l’Imposta Municipale Propria. Quest’ultima rappresenta il tributo introdotto da parte dal Governo Monti, attraverso la manovra economica nota come manovra Salva-Italia. L’IMU è stata infatti, istituita per la prima volta nel 2011 e si paga da gennaio 2012. Dall’anno successivo è stata applicata anche all’abitazione principale. Ora si paga solo se queste ultime sono considerate case di lusso. Dunque si tratta di una tassa che si applica principalmente per le seconde case.
L’IMU viene calcolata a livello comunale sul possesso dei beni immobiliari. In altre parole, l’IMU va pagata al Comune in cui si trova l’abitazione di proprietà. Ormai i cittadini che hanno una casa nel Bel Paese conoscono bene questa imposta ma ora è arrivata una grande novità. Scopriamo di che cosa si tratta e perché farà piacere a chi possiede un immobile da nord a sud dello stivale.

Che ne sarà dell’Imposta Municipale Propria
L’IMU resta obbligatoria ma la Corte Costituzionale ha riscritto, in parte, le regole di applicazione di questa imposta. La Corte infatti, ha sottolineato che per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica un’unità immobiliare, in cui il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Questo vuol dire che la Corte ha modificato i casi di esenzione.
In sostanza ha contestato l’applicazione dell’esenzione dell’IMU ai soli casi in cui l’immobile posseduto venga usato come abitazione principale di tutta la famiglia. Fino a tale sentenza l’esenzione era prevista solo se l’intero nucleo familiare del proprietario avesse sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nello stesso immobile. Per cui se i coniugi avevano residenze e dimore separate in due case diverse dello stesso Comune, l’esenzione IMU poteva applicarsi solo a uno dei due immobili. Dunque, attualmente, se due coniugi che risiedono e hanno dimora abituale in due differenti abitazioni possono avere diritto entrambi all’esenzione IMU.