L’UsigRai ha un nuovo segretario: Vittorio Di Trapani. Il successore di Carlo Verna è stato eletto dal Congresso del sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, riunito a Salerno. Del nuovo esecutivo fanno parte, oltre a Di Trapani, Ezio Cerasi, Renato Orso, Valeria Collevecchio, Umberto Avallone, Giorgio Balzoni, Daniela De Robert, Fabrizio Failla, Ida Baldi, Ilaria Sotis e Luigi Monfredi. La sfida principale da affrontare per il neoeletto segretario è “il rilancio del servizio pubblico, che può e deve essere fondato su pluralismo, indipendenza, qualità, merito e innovazione”. Il messaggio di Di Trapani al vertice dell’azienda è di “dimostrare l’autonomia e l’indipendenza dalla politica con le scelte concrete”. E fa una richiesta alle istituzioni: “riformare la governance e la natura giuridica della Rai, ma anche darle certezza di risorse”. “Pluralismo, indipendenza, qualità, merito e innovazione – ha commentato all’ANSA Di Trapani, 37 anni, giornalista di Rainews e già vicesegretario Usigrai – sono i pilastri sui quali va rifondato il servizio pubblico: è una sfida che noi lanciamo alla nuova dirigenza aziendale. Il dg Gubitosi, nel suo intervento al congresso, ha detto cose importanti: ora dalle parole si passi ai fatti. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma aspettiamo risposte concrete”. Sulle nomine imminenti Di Trapani ha detto: “Servono indicazioni di rilancio e di pacificazione: mi riferisco in particolare al Tg1dove bisogna mettersi alle spalle la lunga stagione passata. La testata ammiraglia può recuperare ascolti e credibilità se riconquista autorevolezza, e quindi superare la stagione delle esclusioni e tornare a fare una tv di qualità, a raccontare il Paese reale e a dare tutte le notizie”. Quanto ai conti dell’azienda, che si prepara a chiudere il 2012 con un rosso superiore ai 200 milioni, e in vista della presentazione in Cda del budget 2013, “il dg – ricorda il neo segretario Usigrai – ha assicurato che non ci saranno tagli lineari. Noi siamo consapevoli dei problemi dell’azienda, siamo pronti a fare la nostra parte nella riorganizzazione, ma la Rai non riparte soltanto tagliando i costi: bisogna intervenire sulle risorse, sull’innovazione, serve un forte piano di investimenti e rinnovamento tecnologico”.
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